Il vecchio e il bambino, con Teramo in mezzo
E’ una storia privata quella che racconta con rapide pennellate, Simone Gambacorta nel suo libro “Il nonno che scriveva libri”. Ma, inevitabilmente, quei cenni che evocano l’intimità benevola del rapporto nonno-nipote, diventano tracce di una storia comune, barlumi di un percorso che non può essere estraneo a nessuno dei concittadini dei due protagonisti. Sì perché, quel nonno è stato una figura di primo piano, un amministratore, un politico, un operatore culturale importante. E’ così che il racconto dal quale emergono i tratti privati della figura e della personalità di Carino Gambacorta assumono i contorni del profilo pubblico, cui la Storia deve però ancora assegnare una identità definitiva.
Così, le settanta pagine, o giù di lì, de “Il nonno che scriveva libri” scorrono veloci, e le leggiamo facendo nostro il rispetto che quel nipote ormai cresciuto, porta al nonno da cui ha ricevuto linee di comportamento, idee sui rapporti tra le persone, stimoli alla passione culturale.
Questa di Simone è, a leggerla così, una affettuosa carezza, una specie di intimo riconoscimento che il giovane autore vuole rendere comune, quasi chiedendo al lettore di unirsi in un gesto che esprime riconoscenza, gratitudine, ammirazione e amore.
Non trarremo da questo libro grosse rivelazioni sulle vicende teramane dei decenni democristiani, ma ci resta comunque, una specie di diario per temi, che apre rapidi squarci su una personalità, su uno stile di vita, su comportamenti e modi d’essere.
Giacinto Damiani, l’editore con la sigla “Ricerche e Redazioni”, aggiunge un altro contributo al lavoro preziosissimo che sta portando avanti negli ultimi anni, per questa sua e nostra città.
Simone Gambacorta “Il Nonno che scriveva Libri. Carino Gambacorta nei ricordi del nipote” Ricerche e Redazioni – dicembre 2008. pp.78 euro 10.
